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PROGETTO CARTOGRAFIA FLORISTICA: FELCI E PIANTE AFFINI NEL VCO

74Il progetto di cartografia floristica nasce come esigenza di ottenere una visione il più possibile realistica ed aggiornata dell’attuale distribuzione delle specie vascolari all'interno di un determinato territorio. Il modello di riferimento è il progetto europeo di cartografia floristica (CFCE) già applicato e concretizzato nella maggior parte dei paesi centro-europei e nord-europei. La raccolta dati consiste nell’indicare all’interno di matrici tutte le diverse specie vascolari osservate, attraverso osservazioni dirette. La distribuzione delle specie viene quindi rappresentata mediante un reticolo cartografico definito da una maglia stabilita convenzionalmente a livello internazionale. L’unità principale del reticolo prende il nome di area di base, la cui dimensione è pari a 6' di latitudine x 10' di longitudine (11 x 13 Km) equivalente ad una superficie di 143 Km2. Per fornire un maggior dettaglio, ogni area di base è divisa in 4 parti uguali chiamati quadranti a loro volta identificabili da un numero che va ad aggiungersi ai quattro che definiscono l’area di base. In questo caso la superficie del territorio indagato per ciascun quadrante corrisponde a circa 36 Km2 (5,5 x 6,5 Km). Il metodo si integra bene con il sistema cartografico dell’IGM poiché ogni area di base corrisponde esattamente a ¼ di carta alla scala 1:50.000.

Come supporto al rilievo floristico, ossia al censimento della flora di una porzione di territorio, si utilizzano delle schede di campagna, una per ogni unità di indagine in cui il territorio è stato suddiviso. I dati raccolti in campo, insieme a documenti bibliografici o alle informazioni contenute in erbari storici vengono quindi inseriti in un apposito software, attraverso il quale si possono costruite delle carte di distribuzione che permettono di leggere meglio il territorio, consentendo una valutazione puntuale della biodiversità. Inoltre, interrogando il database si possono ricavare numerose informazioni, quali l’elenco delle specie presenti in un Parco, un Comune o in determinati ambienti o ancora, l’elenco puntuale di tutte le segnalazioni di una determinata specie con i relativi cambiamenti intercorsi nel tempo (estinzioni, nuove comparse ecc.). Infine, collegando le carte di distribuzione con altri tematismi (es. carta geologica, carta pedologica, carta geomorfologica, carta climatica ecc.), si possono ottenere interessanti letture ecologiche del territorio.

Un primo passo per poter giungere alla completa cartografia della Flora del VCO è quello di indagare e interpretare la distribuzione delle Pteridophyta della Provincia. La scelta di questo gruppo sistematico è dettata dal fatto che per esso si hanno a disposizione numerosi dati bibliografici, tra cui il dettagliato lavoro di Emilio Chiovenda pubblicato nel 1929. A ciò si aggiunge il fatto che le felci e le piante affini (Equiseti, Licopodi, Selaginelle, etc.) trovano nell'area insubrica piemontese e nell'Ossola, una grande varietà di ambienti e condizioni ecologiche che difficilmente è visibile in altre aree sia a livello nazionale sia europeo. In effetti, è forse la peculiarità che meglio contraddistingue il territorio del VCO: a livello provinciale sono state al momento censite 72 taxa su un totale di 118 specie appartenenti alla flora pteridologica italiana, corrispondenti a circa il 60% delle felci italiane. Considerato che il totale delle specie vascolari presenti è pari a circa il 25% della flora nazionale, si evince quanto sia rilevante, la rappresentatività per il territorio locale, di questa interessante Divisione delle Cormofite.

 

Osservazioni 2012 (Acrobat Pdf)

Atlante

 

 


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